Riso, Confagricoltura: servono misure urgenti contro la concorrenza extra-UE
29/03/2026
Il settore risicolo italiano torna al centro del confronto europeo, con un appello che chiama in causa la sostenibilità economica e produttiva di una filiera strategica. Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha indirizzato al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida la richiesta di interventi urgenti in vista del prossimo Consiglio Agricoltura e Pesca previsto a Bruxelles.
La situazione evidenziata riguarda un comparto che si trova a fronteggiare una combinazione di fattori critici: la crescente concorrenza dei Paesi extra-UE, spesso caratterizzata da standard produttivi e di sicurezza non allineati a quelli europei, l’impatto di eventi climatici estremi e un contesto internazionale instabile che incide sui mercati.
Clausole di salvaguardia e revisione dei dazi
Tra le proposte avanzate, Confagricoltura sollecita un rafforzamento della clausola di salvaguardia applicabile al riso, ritenuta uno strumento essenziale per intervenire in modo tempestivo in caso di aumenti significativi delle importazioni. L’obiettivo è garantire un controllo più efficace dei flussi in ingresso e prevenire squilibri nel mercato interno.
Parallelamente, viene richiesta una revisione dei dazi sul riso proveniente da Paesi terzi, attualmente basati su parametri definiti oltre vent’anni fa. L’aggiornamento viene considerato necessario per riflettere le condizioni attuali, in cui le imprese europee devono sostenere costi di produzione sensibilmente più elevati rispetto ai concorrenti internazionali.
Un comparto strategico per economia e territorio
L’Italia rappresenta circa il 50% della produzione risicola dell’Unione europea, un dato che evidenzia il peso del settore non solo a livello nazionale, ma anche nel contesto comunitario. La rilevanza del comparto si estende oltre l’aspetto economico, coinvolgendo l’occupazione, la sicurezza alimentare e la gestione del territorio.
Le coltivazioni risicole, infatti, svolgono un ruolo importante anche sotto il profilo ambientale, contribuendo al mantenimento dell’equilibrio idrogeologico in diverse aree agricole. Una funzione che rafforza la necessità di politiche di tutela capaci di preservare la continuità produttiva.
Le criticità del sistema delle preferenze commerciali
Un ulteriore elemento di criticità riguarda il Sistema di Preferenze Generalizzato, ritenuto non più adeguato a garantire un equilibrio tra apertura dei mercati e tutela delle produzioni europee. Secondo Confagricoltura, il meccanismo rischia di favorire l’ingresso di prodotti a basso costo, con effetti particolarmente penalizzanti per comparti sensibili come quello risicolo.
L’appello rivolto al Governo e alle istituzioni europee punta dunque a costruire un quadro di regole più coerente con le condizioni attuali, capace di sostenere la competitività delle imprese e di assicurare condizioni di concorrenza più equilibrate. Un tema destinato a rimanere centrale nel dibattito agricolo europeo nei prossimi mesi.
Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.