Reggio Calabria, smantellata piazza di spaccio: 32 misure cautelari
27/05/2026
Un’organizzazione capace di gestire una piazza di spaccio attiva giorno e notte, con centinaia di clienti al giorno e un sistema strutturato di controllo del territorio. È il quadro emerso dall’operazione condotta nelle prime ore del mattino dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria, che ha eseguito 32 misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Reggio Calabria ha disposto la custodia cautelare in carcere per 31 persone, mentre per un altro indagato sono stati concessi gli arresti domiciliari. Le accuse contestate, a vario titolo, riguardano associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio e violazioni in materia di armi.
Una rete tra Calabria e Sicilia
Le indagini, avviate nel 2023, hanno portato gli investigatori a ricostruire l’attività di un gruppo operativo nella frazione di Concessa di Catona, nella periferia nord di Reggio Calabria. Secondo quanto emerso nella fase cautelare, l’organizzazione si occupava dello stoccaggio e della distribuzione all’ingrosso di ingenti quantitativi di droga.
Lo stupefacente veniva nascosto in un casolare abbandonato, sorvegliato dagli affiliati, per poi essere confezionato e distribuito non soltanto nel Reggino ma anche a Messina, Agrigento e in altre province siciliane.
Tra i destinatari delle forniture sarebbero stati individuati anche soggetti attivi nel rione Marconi, accusati di aver organizzato una vasta piazza di spaccio all’interno di un condominio di via Sbarre Superiori.
Fino a 300 clienti al giorno e minorenni coinvolti
Secondo gli investigatori, nel quartiere sarebbero state documentate migliaia di cessioni di sostanze stupefacenti, con punte di circa 300 acquirenti al giorno e un giro d’affari stimato attorno ai 3mila euro quotidiani.
L’organizzazione avrebbe operato attraverso ruoli rigidamente suddivisi e turni prestabiliti. Alcune delle mansioni operative sarebbero state affidate anche a minorenni, in alcuni casi con meno di 14 anni.
Agli indagati viene contestata inoltre la disponibilità di armi e il controllo di uno degli accessi principali del condominio utilizzato come base operativa. L’area sarebbe stata monitorata tramite un sistema di videosorveglianza installato per prevenire eventuali controlli delle forze dell’ordine.
Nel corso delle indagini sono stati sequestrati circa 40 chilogrammi di droga di diverso tipo. Gli investigatori hanno inoltre ricostruito episodi di estorsione legati al fenomeno dei cosiddetti “cavalli di ritorno”, con richieste di denaro per la restituzione di auto rubate.
La Procura precisa che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che per tutti gli indagati vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.
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Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.