Randagismo in Calabria, Straface: verso una riforma per un sistema più efficace e strutturato
02/04/2026
Superare l’approccio emergenziale e costruire un sistema realmente funzionante: è questa la direzione indicata dalla Regione Calabria nel percorso di riforma della normativa sul randagismo e sugli animali d’affezione. Un tema che, per anni, è stato affrontato in modo frammentario e che oggi richiede una visione organica, capace di coniugare tutela degli animali, salute pubblica e sicurezza.
L’intervento si inserisce in un quadro più ampio di attenzione istituzionale, rafforzato dalla scelta di istituire una delega specifica al benessere animale, segnale di un cambio di passo sul piano politico e amministrativo.
Dal modello emergenziale a una strategia integrata
La revisione della legge regionale n. 45 punta a superare un’impostazione che, sin dagli anni Novanta, ha privilegiato interventi occasionali rispetto a una pianificazione strutturata. L’obiettivo è introdurre strumenti più efficaci e una governance condivisa, in grado di coinvolgere tutti i soggetti interessati.
Comuni, aziende sanitarie, associazioni, cooperative sociali e istituzioni scolastiche saranno chiamati a operare in modo coordinato, superando logiche isolate. Le associazioni, già attive sul territorio, vengono riconosciute come interlocutori fondamentali, capaci di garantire presidio e continuità nelle attività di tutela e gestione.
La riforma introduce anche un rafforzamento degli obblighi, tra cui l’identificazione e l’iscrizione degli animali all’anagrafe, strumenti considerati essenziali per contrastare l’abbandono e monitorare il fenomeno.
Canili, adozioni e prevenzione: i pilastri del nuovo sistema
Uno dei punti centrali riguarda il ripensamento delle strutture di accoglienza. I canili vengono concepiti come luoghi temporanei, orientati alla permanenza breve e all’interazione con l’essere umano, per favorire percorsi di adozione. Viene inoltre fissato un limite massimo di 300 cani per struttura, con l’intento di superare modelli sovraffollati e poco trasparenti.
Accanto alla gestione delle strutture, la riforma prevede l’attivazione di campagne permanenti di sterilizzazione e controllo delle nascite, strumenti fondamentali per intervenire sulle cause del randagismo e non solo sulle sue conseguenze.
Un ulteriore asse di intervento riguarda la sensibilizzazione, con iniziative rivolte ai cittadini per promuovere una maggiore consapevolezza sul rapporto tra uomo, animale e ambiente. Un approccio che mira a costruire una responsabilità diffusa e condivisa.
Il percorso avviato dalla Regione punta dunque a definire un modello più equilibrato e sostenibile, in cui il benessere animale diventa parte integrante delle politiche pubbliche. L’obiettivo dichiarato è chiaro: trasformare la gestione del randagismo in un sistema efficiente, capace di garantire dignità agli animali e risposte concrete alle comunità.
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Fabiana Fissore è web editor e creator di contenuti dedicati a lifestyle urbano ed eventi locali. Racconta la città con uno stile fresco e coinvolgente, a stretto contatto con il territorio.