Inserimento socio-lavorativo per i detenuti: arrivano i primi risultati a Reggio Calabria
27/03/2026
Si è svolta presso la Prefettura di Reggio Calabria una nuova riunione della Cabina di regia dedicata all’attuazione del protocollo per l’inserimento socio-lavorativo delle persone private della libertà personale. Un appuntamento che ha riunito istituzioni, sistema giudiziario, servizi per l’impiego e rappresentanze del mondo produttivo, con l’obiettivo di consolidare un modello operativo basato sulla collaborazione interistituzionale.
Al tavolo hanno partecipato, tra gli altri, l’assessore regionale al Lavoro Giovanni Calabrese, la prefetta Clara Vaccaro, rappresentanti del Tribunale, dell’Ufficio di esecuzione penale esterna, del Centro per l’impiego e delle principali associazioni datoriali del territorio.
Risultati concreti tra preselezioni e assunzioni
L’incontro ha consentito di fare il punto sui risultati raggiunti negli ultimi mesi, evidenziando un avanzamento significativo rispetto agli obiettivi fissati. Tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo sono stati realizzati colloqui di preselezione che hanno coinvolto sette persone in esecuzione penale, sia intramuraria sia esterna.
Le attività, rese possibili dalla collaborazione tra il Centro per l’Impiego, gli istituti penitenziari e le imprese del territorio, hanno già prodotto esiti concreti: quattro proposte di assunzione sono state formalizzate, a conferma dell’efficacia del percorso intrapreso.
Un risultato che testimonia la capacità del sistema di creare opportunità reali di reinserimento, trasformando il lavoro in uno strumento di inclusione e di recupero sociale.
Un modello di rete tra istituzioni e imprese
Il percorso si fonda su una sinergia strutturata tra soggetti pubblici e privati, che coinvolge istituzioni, servizi per l’impiego, sistema penitenziario e associazioni di categoria come Ance e Confindustria. Un approccio che consente di integrare competenze diverse e di costruire interventi mirati, calibrati sulle esigenze delle persone e delle aziende.
Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come l’inserimento lavorativo rappresenti una leva decisiva non solo per la dignità della persona, ma anche per la sicurezza delle comunità, contribuendo a ridurre il rischio di recidiva e a favorire percorsi di autonomia.
Verso la fase 2 del progetto “Recidiva Zero”
L’esperienza maturata nel territorio reggino si inserisce nel più ampio progetto “Recidiva Zero”, che punta a rafforzare le politiche di formazione e lavoro per i detenuti, sia all’interno sia all’esterno degli istituti penitenziari. Un’iniziativa che sta attirando attenzione anche a livello nazionale, per la sua capacità di produrre risultati misurabili.
Nel corso della riunione è stato annunciato l’avvio imminente della fase 2, che prevede un ampliamento delle azioni e un ulteriore coinvolgimento del tessuto produttivo. L’obiettivo condiviso è quello di trasformare l’esperienza in un modello stabile e replicabile, capace di coniugare inclusione sociale e sviluppo territoriale.
La Cabina di regia conferma così il proprio ruolo di presidio operativo, in grado di coordinare interventi complessi e di tradurre il confronto istituzionale in opportunità concrete per le persone coinvolte.
Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.