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I percorsi panoramici più belli da visitare vicino a Reggio Calabria

26/03/2026

I percorsi panoramici più belli da visitare vicino a Reggio Calabria

Seguendo le direttrici che collegano la costa tirrenica alle aree interne, il territorio che circonda Reggio Calabria offre una rete articolata di percorsi panoramici in cui mare e montagna rimangono costantemente in dialogo. La particolare conformazione dell’area, stretta tra lo Stretto di Messina, la Costa Viola e il massiccio dell’Aspromonte, consente di costruire itinerari in cui la percezione del paesaggio evolve in modo graduale: dalle vedute a picco sul mare alle viste in quota che abbracciano entrambe le coste, fino ai borghi arroccati dell’area grecanica.

Verso Gambarie e il Parco Nazionale dell’Aspromonte

Salendo dall’area urbana di Reggio Calabria verso l’interno, la strada che conduce a Gambarie rappresenta uno dei tratti più significativi dal punto di vista panoramico. Il percorso si sviluppa attraverso curve, tornanti e cambi di quota che, a ogni tratto, aprono nuove prospettive sullo Stretto di Messina, sulla costa calabrese e, nelle giornate più limpide, persino sull’Etna e sulle Isole Eolie.

L’ingresso nel Parco Nazionale dell’Aspromonte introduce in un ambiente naturale più compatto, caratterizzato da boschi di faggi e conifere che si alternano a radure e terrazze naturali affacciate verso il mare. La progressione altimetrica rende il tragitto dinamico, con un ritmo visivo continuo che accompagna chi guida fino al pianoro di Gambarie, da cui si dirama una fitta rete di sentieri escursionistici e percorsi in quota. Questa transizione graduale, dalla fascia costiera alla montagna, consente di percepire in un unico itinerario la varietà paesaggistica dell’area reggina.

Costa Viola e il tratto panoramico verso Scilla

Procedendo verso nord lungo la linea di costa, il percorso sulla Costa Viola si configura come uno degli itinerari più suggestivi dell’intera area. La strada corre a tratti sopraelevata rispetto al mare, con punti in cui il tracciato segue fedelmente il profilo della scogliera e altri in cui si apre su ampie terrazze naturali che consentono di osservare il Tirreno e le coste siciliane, particolarmente scenografiche al tramonto.

L’avvicinamento a Scilla introduce un contesto in cui il dato paesaggistico si intreccia con quello storico e urbano. Il borgo, adagiato tra mare e rilievi, si presenta con viste ravvicinate sul Castello Ruffo e su Chianalea, il quartiere di case affacciate direttamente sull’acqua.

La continuità del tracciato stradale permette di mantenere quasi sempre una relazione visiva diretta con il mare, interrotta solo da brevi passaggi più raccolti all’interno dell’abitato, creando una sequenza di scorci in progressione.

Bova e l’area grecanica

Spostandosi verso sud-est, il percorso che porta a Bova attraversa l’area grecanica, un contesto paesaggistico e culturale distinto rispetto alla fascia tirrenica. La strada, che risale i versanti orientali dell’Aspromonte, si sviluppa tra rilievi irregolari, vallate incise e fiumare, con un paesaggio più arido e austero, segnato da calanchi e pendii scoscesi.

Lungo la salita, i punti panoramici consentono di osservare la costa ionica da una quota progressivamente più elevata, offrendo vedute che mettono in relazione il borgo con il mare.

Bova, arroccata su uno sperone roccioso, costituisce il punto di arrivo di questo itinerario: dal castello e dalle balconate naturali lo sguardo si apre sulle montagne circostanti e sullo Ionio, restituendo una lettura completa del rapporto tra insediamento storico e paesaggio. L’itinerario assume così una valenza sia panoramica sia identitaria, collegando la dimensione naturale a quella linguistica e culturale dell’area grecanica.

Montalto e i percorsi in quota

All’interno del cuore montano dell’Aspromonte, il percorso verso le aree di Montalto consente di accedere ad alcuni dei punti di osservazione più ampi e spettacolari dell’intero territorio reggino. La salita si articola attraverso ambienti che cambiano in modo progressivo, dai boschi fitti delle quote intermedie alle zone più aperte e brulle prossime alla vetta.

Dai pianori e dai punti in quota si raggiungono aree in cui, con condizioni di visibilità favorevoli, è possibile abbracciare con un solo colpo d’occhio la costa tirrenica, quella ionica e le vette della Sicilia. Sentieri segnalati e percorsi escursionistici permettono di proseguire oltre il tratto stradale, integrando l’esperienza di guida con brevi o più impegnative camminate, in un continuum tra percorso veicolare e fruizione a piedi del paesaggio montano.

Dalla fiumara Amendolea ai borghi interni

Nella porzione meridionale del territorio, l’itinerario che segue la Fiumara Amendolea introduce una diversa modalità di lettura del paesaggio, organizzata lungo l’asse fluviale. La strada accompagna il corso d’acqua alternando tratti più aperti, in cui il fondovalle si allarga, a passaggi più stretti e incisi, dove le pareti rocciose si fanno più ravvicinate.

Lungo il percorso si incontrano piccoli centri e nuclei abitati che mantengono una relazione stretta con l’ambiente circostante, spesso caratterizzati da un’edilizia tradizionale e da una fruizione non ancora segnata da flussi turistici intensi.

La presenza costante della fiumara costituisce un riferimento visivo che accompagna tutto l’itinerario, contribuendo a definire un’esperienza di viaggio scandita dalla progressiva trasformazione del paesaggio fluviale verso l’interno.

Criteri per scegliere il percorso più adatto

Nella definizione del percorso panoramico più adatto, è opportuno considerare in modo congiunto il tempo effettivamente disponibile, la stagione, le condizioni del traffico e il livello di confidenza con la guida su strade di montagna.

Gli itinerari costieri, come quello sulla Costa Viola, garantiscono una maggiore immediatezza visiva e tempi di percorrenza generalmente più contenuti, mentre i tracciati montani e quelli verso l’area grecanica richiedono più tempo ma offrono una varietà più ampia di ambienti, escursioni e punti di osservazione.

L’utilizzo dell’auto rimane la soluzione più flessibile per strutturare itinerari ad anello o percorsi lineari con eventuali soste intermedie, ma molti tratti possono essere integrati con brevi passeggiate, accessi a belvedere attrezzati o veri e propri percorsi escursionistici.

Questa integrazione tra spostamento veicolare e fruizione lenta consente di valorizzare al meglio la dimensione panoramica del territorio, modulando l’esperienza in base alle esigenze e al livello di preparazione di chi viaggia.

Una lettura continua del territorio tra mare e montagna

La varietà dei percorsi panoramici nell’area di Reggio Calabria permette di costruire itinerari che mantengono una continuità costante tra mare, montagna e borghi interni, senza soluzioni di continuità nette tra i diversi ambienti.

La possibilità di passare in tempi relativamente brevi dalla fascia costiera alle quote montane più elevate rende questo territorio particolarmente adatto a chi desidera una lettura del paesaggio costruita attraverso il movimento, in cui ogni tratto di strada diventa parte integrante dell’esperienza di visita.

In questo quadro, la scelta del singolo itinerario non riguarda solo lo spostamento da un punto a un altro, ma diventa uno strumento per interpretare il territorio, coglierne le relazioni interne e valorizzarne le specificità, dalle vedute sullo Stretto ai panorami ionici, fino ai paesaggi più riservati delle fiumare e dei borghi dell’area grecanica.

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Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.