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Confagricoltura, Emo Capodilista: “L’Europa reagisca alla crisi mediorientale con meccanismi di debito comune”

30/03/2026

Confagricoltura, Emo Capodilista: “L’Europa reagisca alla crisi mediorientale con meccanismi di debito comune”

La crisi in Medio Oriente e le sue ricadute sui mercati energetici e agricoli impongono all’Unione europea una risposta rapida e di carattere straordinario. È questa la posizione espressa dal vicepresidente di Confagricoltura, Giordano Emo Capodilista, intervenuto al Forum della Cucina Italiana organizzato nella Masseria Li Reni di Bruno Vespa, a Manduria. Il dirigente dell’organizzazione agricola ha chiesto esplicitamente che Bruxelles valuti strumenti simili a quelli adottati durante la fase più acuta della pandemia, facendo ricorso anche a meccanismi di debito comune europeo per sostenere i comparti colpiti.

Al centro del ragionamento di Confagricoltura c’è il timore che il blocco dello Stretto di Hormuz, determinato dall’aggravarsi del conflitto con l’Iran, possa produrre effetti pesanti sull’economia agricola. L’aumento dei costi energetici, la scarsità di fertilizzanti sul mercato e le prime difficoltà che stanno emergendo sul fronte dell’export vengono indicati come segnali di una pressione crescente, che rischia di tradursi in costi più alti per le imprese e in una minore capacità competitiva per l’intera filiera agroalimentare.

Energia, fertilizzanti ed export: le preoccupazioni di Confagricoltura

Nel suo intervento, Emo Capodilista ha richiamato la necessità di decisioni immediate, ritenendo insufficiente un approccio ordinario di fronte a una crisi che potrebbe colpire in profondità le produzioni agricole europee. Il tema energetico resta il primo nodo. Un rialzo duraturo dei prezzi del petrolio e del gas inciderebbe infatti sia sui costi diretti sostenuti dalle aziende sia sull’intera catena logistica, con effetti che andrebbero dalla coltivazione alla trasformazione fino al trasporto delle merci.

A questo si aggiunge il problema dei fertilizzanti, voce fondamentale per molte produzioni e particolarmente sensibile agli equilibri geopolitici e ai prezzi dell’energia. Se il mercato dovesse subire ulteriori tensioni, molte imprese agricole si troverebbero a operare con margini ancora più ridotti, in una fase che richiede invece stabilità e capacità di programmazione. Sullo sfondo si affaccia anche la questione dell’export, con diversi comparti che stanno iniziando a registrare difficoltà in mercati strategici.

Il peso globale della cucina italiana e la sfida dei mercati esteri

Accanto all’allarme sulle conseguenze della crisi internazionale, Confagricoltura ha richiamato anche le potenzialità del sistema agroalimentare italiano. Secondo i dati del Centro Studi dell’organizzazione, la cucina italiana nel mondo potrebbe raggiungere un valore di 300 miliardi di euro, a condizione che venga confermata la crescita del 4,5 per cento registrata nel 2024. Oggi il valore complessivo viene stimato in 251 miliardi di euro, con una quota dominante concentrata in due mercati: Stati Uniti e Cina, che rappresentano insieme circa due terzi del totale, con circa 80 miliardi ciascuno.

Il tema della valorizzazione internazionale dell’enogastronomia italiana è stato legato da Emo Capodilista anche alla prospettiva del riconoscimento Unesco come patrimonio immateriale, considerato uno strumento importante per rafforzare immagine, attrattività e posizionamento del modello italiano nel mondo.

In questa strategia rientra anche il lavoro in corso con la Cina, dove Confagricoltura sta collaborando con la Farnesina, con l’Ambasciata italiana a Pechino e con l’Associazione delle Dimore Storiche Italiane per raccontare il Cinquecento italiano attraverso l’enogastronomia e il patrimonio storico-culturale nazionale.

Il messaggio lanciato al Forum della Cucina Italiana tiene quindi insieme due livelli. Da una parte la richiesta di protezione straordinaria di fronte a uno scenario internazionale che rischia di colpire duramente il comparto agricolo; dall’altra la consapevolezza che la cucina italiana rappresenti un asset economico e culturale di primo piano, da difendere e rafforzare anche nei mercati globali più rilevanti.

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Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.